Acqua e colore, interagendo, si fondono e si confondono, facendo nascere forme di espressività, a volte definite, a volte indefinite, conducendo lo spettatore in un viaggio immaginifico fatto di emozioni e di pensieri prima che di tecnica e di pratica: un caleidoscopio di tenui colori nei quali l’acqua, grazie all’artista sapiente, prende vita divenendo fasci di luce, cieli disincantati, spirar di venti, intimi fruscii e ciò che è materiale si trasforma nell’immaterialità del sogno.

Queste sono le emozioni che la mostra di acquarelli di maestri internazionali “La forma dell’acqua” offre al visitatore nel percorso espositivo realizzato nella prestigiosa sede del Centro Culturale Russo in piazza Benedetto Cairoli 6, facendo ammirare tanti artisti provenienti da ogni parte del mondo in un linguaggio universale, quale l’acquarello, attraverso il quale culture diverse si fondono e si esaltano.

La mostra vede in particolare l’incontro e il confronto tra autori russi e italiani, quasi una riproposizione di ciò che furono quelle ispirazioni culturali che si manifestarono con il “Grand Tour” in cui nei secoli scorsi l’Italia e il suo paesaggio furono ispirazione di tanti giovani artisti stranieri; il percorso espositivo inizia, quindi, dalla scuola contemporanea Russa con le opere di Vladimir Khasiev, Ekaterina Sava, Igor Sava, Ilya Ibryaev, Serghei Kurbatov, Masha Kurbatova, Olga Litvinenko, Konstantin Sterkhov, Serghei Temerev , Aleksxandr Votsmush, per poi proseguire con i maestri italiani Pasqualino Fracasso, Angelo Gorlini, Massimiliano Iocco, Roberto Zangarelli.

Continuando nella selezione di artisti internazionali la mostra si conclude con una terza sala in cui sono collocate opere, provenienti da collezioni private, di importanti ed affermati autori appartenenti a diverse nazionalità.
Tra gli artisti russi colpiscono le opere di SergeyTemerev per la trasparenza di un mare in cui le terre emergenti all’orizzonte divengono aneliti di vita; Olga Letvinenko con le sue immagini veneziane che richiamano le trame dei merletti di Tombolo; Igor Sava che nei suoi “Angoli di Popoli” esalta una realtà intima che esplode nella solarità gioiosa come per la casa di Ballaro, il mercato storico di Palermo, in cui i panni stesi divengono vento, musica, garrula gioia; Vladimir Khasiev, nato a Pietroburgo, ma ormai italiano di adozione, autore elegante di tantissime vedute di Roma, in cui nel suo “scorcio della fontana di Trevi” l’acqua diviene respiro accarezzando il dio dell’Oceano e si fonde in una diafana sintesi con l’elemento marmoreo e con esso si trasforma e si esalta divenendo essa stessa delicato scultore.
Tra gli artisti italiani Massimiliano Zocco esalta il fascino della romanità con le sue visioni di Castel Sant’Angelo e dell’Isola Tiberina in cui l’acqua, lasciata libera di andare, riscrive immagini di vita nobili e serene; Roberto Zangarelli che nell’ opera Schana esalta la magia della luce che irrompe in una scuderia in cui la visione di un cavallo e di una “botticella” si fondono con le ombre dell’ambiente per invitare lo spettatore alla visione romantica di una moderna “Roma sparita”.

Ma altrettante sono le emozioni che suscitano gli autori esposti nella terza sala che rappresentano un affresco di modi diversi di vivere l’arte e di guardare il mondo circostante ma tutti accomunati dalla espressione artistica universale rappresentata dall’acquarello.

Tante sono le emozioni che suscita la mostra “La forma dell’acqua” e che rendono stimolante ed imperdibile una visita alla sede del Centro Culturale Russo di Roma sita in piazza Benedetto Cairoli 6.

La mostra, inaugurata il 17 novembre 2017 resterà aperta sino a giovedì 23 novembre.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *