Se con la parte “bassa” Courbet ha fatto scandalo, con quella “alta” rischiò addirittura una rivoluzione!”
Così Paris Match introdusse nel 2013 uno scoop sul presunto ritrovamento della testa appartenente all’organo genitale di uno dei dipinti più scandalosi della storia dell’arte.

L’articolo rivelava come un non meglio identificato “John”, collezionista francese, avrebbe acquistato a 1.400 euro da un antiquario parigino un olio su tela di 33 x 41 cm, non firmato, raffigurante il volto reclinato di una donna, i capelli mossi castani lungo le spalle, e gli occhi rivolti verso l’alto, come abbandonata al piacere.

L’anonimo collezionista sembrava essere convinto che quella testa di donna appartenesse alla modella dell’Origine del mondo.

Ciò faceva ipotizzare che il quadro originale fosse stato “tagliato”, forse per un impulso artistico di Courbet, al fine di conferire al dipinto una carica erotica maggiore, forse per soddisfare i capricci porno di un committente.
Fatto sta che Fernier, autore di un catalogo ragionato sull’opera di Courbet e le analisi di laboratorio confermarono il sospetto: si sarebbe trattato del volto di una modella di Courbet, l’irlandese Jo Hifferman, e tela e pigmenti sembravano compatibili con quelli del quadro originale.
La testa ritrovata, se l’attribuzione fosse divenuta ufficiale, sarebbe potuta valere 40 milioni di euro.

Ma lo scoop si è rivelato un “fake”: le analisi del Musée d’Orsay smascherarono la contraffazione, proclamando ai quattro venti che “L’origine del mondo non aveva perso alcuna testa”!

Chi era dunque la modella del celebre dipinto? Circolavano vari nomi, primo fra tutti cui quello di Jeanne de Tourbey, amante di Khalil Bey (il presunto committente),  che però era una donna troppo in vista in vista per potersi prestare a farsi ritrarre per un dipinto del genere.

Claude Schopp, specialista dei Dumas padre e figlio, ha finalmente risolto il mistero scavando nella corrispondenza fra George Sand e Alexandre Dumas Jr.

Autoritratto di Courbet

M.lle Quéniaux

Lo scrittore, ostile alla Comune di Parigi, attaccando il pittore Gustave Courbet, tra i protagonisti di questa rivolta popolare, in una lettera datata giugno 1871 scriveva “Noi non dipingiamo certo con un pennello come quello di Courbet la più delicata e la più bella “intervista” di M.lle Quéniaux dell’Opera”.

Confrontando la trascrizione al manoscritto originale nella Bibliothèque Nationale de France, Claude Schopp ha scoperto che la parola originale trascritta non era “l’interview de M.lle Quéniaux” bensì “l’interieur de M.lle Quéniaux”. Per Sylvie Aubenas, direttore del dipartimento di stampa e fotografia del BNF, si è trattato di una vera illuminazione: oggi tutti sono sicuri al 99% che la modella dell’Origine del mondo è Constance Quéniaux.

Ovviamente molti troveranno questa notizia superflua o la considereranno un attacco alla potenza dell’opera, la forza della quale sta nell’incredibile magnetismo di questo corpo rovesciato che stravolge tutte le ipocrisie erotiche del tempo proprio perché non esiste un modello. Niente finzione mitologica. È una cornice grezza del corpo, dove emergono solo il garofano delle cosce, il ventre, il seno appuntito sotto il lenzuolo, e al centro il vello pubico che supera una fessura gonfia di desiderio.

“L’origine du monde” dipinto nel 1866 è “riemerso” alla scandalizzata ammirazione dei posteri solo in tempi recenti. Solo nel 1995, infatti è stato acquistato dal Governo Francese e finalmente esposto al pubblico a Parigi, al Musée d’Orsay.
Un segno del cambiamento dei tempi e del concetto di “comune senso del pudore” che ha tormentato fin’oltre gli anni ’70 del secolo passato i nostri padri e i nostri nonni. Per non parlare dei bisnonni!

Certamente Courbet volle creare un’opera di rottura e provocazione dipingendo audacemente la modella nuda nello studio: un’operazione di crudo realismo in contrapposizione con l’ipocrisia dei classici – e dei loro committenti – usi a contrabbandare l’erotismo sfumandolo in metafore classiche.

Le dormeuses – Courbet

Le bain Turc – Ingres

Khalil Bey

Sembra tuttavia che tale libertà fosse giustificata da una commessa “ad hoc” da parte di un facoltoso diplomatico turco, tal Khalil Bey che usava mostrare agli intimi la sua collezione d’arte erotica in un gabinetto segreto. La galleria includeva prestigiosi quadri come Le Bain Turc di Ingres e un altro scandaloso dipinto di Courbet, Les Dormeuses.
Oltre ad essere ambasciatore dell’impero ottomano prima a San Pietroburgo poi a Parigi, Khail Bey era un inveterato giocatore e per pagare i debiti di gioco dovette vendere tutti suoi quadri all’asta nel 1868.

Di tale evento ce ne dà testimonianza Edmond de Goncourt, il celebre scrittore e critico letterario che nel 1867 scriveva nel suo “Journal” di essere rimasto “letteralmente inorridito dai corpi terrei, sporchi, merdosi delle due lesbiche ritratte da Courbet nel sonno, come pure dai corpi femminili rigidi come manichini ritratti nel Bagno turco da un altro imbecille popolare, Dominique Ingres”.

Certamente non ebbe modo di visionare “L’origine du monde” perché non ne scrisse che venti anni dopo, quando un commerciante gli rivelò il contenuto nascosto dietro un pannello: “È il quadro dipinto da Courbet per Khalil-Bey, un ventre di donna dal monte di Venere nero e prominente, sullo spiraglio d’ una vulva rosa… Davanti a questa tela che non avevo mai visto, devo fare ammenda e rendere onore a Courbet: quel ventre è bello come la carne di un Correggio”.

Sepolta in clandestinità e dissimulazione quale sfida al vittoriano senso del pudore l’opera passò di mano in mano fino ad arrivare ad un ebreo – ungherese, il barone Ferenc Hatvany che, come i proprietari precedenti, teneva il quadro nascosto dietro una crosta e non lo mostrava che ad ospiti selezionati.

Nel 1942, con i nazisti che dominavano l’intera Europa, Hatvany fece custodire sotto falso nome in una banca di Budapest i suoi pezzi pregiati, fra cui il Courbet. Fu così che Adolf Eichmann, quando nel ’44 sequestrò la collezione inviandola in Germania, non riuscì a mettere le mani su “L’origine du monde”. Cosa che invece poi fecero i «liberatori» sovietici, dai quali Hatvany dovette ricomprare il dipinto sotto banco, a guerra finita.

Lacan

Nel 1955. morto il Barone, “L’origine” venne comprato all’asta per 1.5 milioni di franchi dallo psicanalista Jacques Lacan che, come gli altri proprietari, conservava “L’origine du monde” nascosta dietro un pannello, nello studio della sua casa di campagna.

Tra i privilegiati cui venne mostrato il quadro vi furono Picasso, Duras, Lévi-Strauss, Duchamp, forse Heidegger. Possiamo immaginare con quale piacere Lacan, voyeur dei voyeurs e cultore di un’estetica dello stupore, attendesse di coglierne le reazioni a quest’icona della modernità. Come lui stesso scrisse, un’icona “è un oggetto che ci guarda e risveglia l’appetito nell’occhio vorace”.

Dopo la morte di Lacan, avvenuta nel 1981, il Ministro delle Finanze francese incamerò l’opera come conguaglio della tassa di successione della famiglia e la trasferì al Musée d’Orsay.

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